Grazie Luciano, per avermi portata, un venerdì sera, nei tuoi Vicoli Santi.
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Un applauso per la Regina
Il miglior applauso per una regina è quello che lei fa a sé stessa. E questa sfilata ce l’ha ricordato.
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Le mille vite di Schatzy Mosca
Qualche mattina fa, in uno dei miei posti del cuore che è la Modart Gallery in via Salita Vetriera, ho avuto un incontro di quelli che nel tragitto di ritorno non puoi fare a meno di chiederti: “è tutto vero?”.
Sì, perché Schatzy Mosca – mille colori e «un prosecco!» a colazione – è un personaggio a confine tra la realtà , quella che sa e odora di vita vera, e la fantasia. -
Lovy bag by Trussardi (per quelle come noi)
Una lovy bag è per quelle come me. Che il passaggio da una lezione all’università ad un evento glamour sta in una passata di rossetto rosso al semaforo. Che alla mia borsa chiedo di contenere tutta la mia vita (o almeno giornate chilometriche e bellissime come quella di ieri): che quindi sia capiente ma pur sempre leggera e dinamica.
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Le “Regine” di Susi Sposito, tutte noi
Siamo tutte un po’ Regine.
Se un giorno dovessi avere una figlia, è questa la favola che le racconterei. Che nella vita – anche senza corona o almeno quella che non si compra in edicola con i lustrini di plastica – si può scegliere di diventare Regine. Perché essere tali è, al solito, una scelta: di coraggio e di libertà . -
Giorgia Surina e quella fiction che l’ha portata a Napoli
Una milanese, a Napoli, mi ha parlato di un’Italia nostra. A quel punto, nel bel mezzo del Galà del Cinema e della Fiction in Campania, penso che l’Italia nostra la facciano le persone che hanno talento. E quelle che sanno innamorarsi.
Lei, Giorgia Surina, dice di essersi innamorata di Napoli durante le riprese di Non dirlo al mio capo, davanti al Castel dell’Ovo. E davanti al Maschio Angioino, dopo interminabili giornate di lavoro e fredde nottate sul lungomare, lei si è fermata per dare un’occhiata in giro. Ed è rimasta senza fiato. -
Alessio Boni, da Dio all’assassino (grazie alla cultura)
Mi trovo davanti Alessio Boni – al Galà del Cinema e della Fiction in Campania per il premio speciale “Cinema & Teatro” ndr – e la prima domanda che mi viene in mente è: come si fa la differenza?
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Ciao mamma, ho incontrato i The Jackal
Prima di raccontare ciò che ci siamo detti io e quei bravi ragazzi dei The Jackal è necessaria una premessa – che più che altro è una confessione: come sfondo del mio cellulare ho la faccia di Alfredo.
Detto ciò, incontrare Ciro Priello, Simone Ruzzo, Alfredo Felco e Francesco Ebbasta al Galà del Cinema e della Fiction in Campania è stata una cosa bella per il semplice motivo che mi sono ritrovata davanti quattro ragazzi che, prima di essere i The Jackal, molto prima di essere il fenomeno del web da più di un milione di followers, sono semplicemente amici.
E nel poterlo constatare – soprattutto quando Ciro ha chiamato incredulo Alfredo per mostrargli il mio sfondo (su cui peraltro hanno continuato a fare battute per tutta la conversazione) – mi sono sentita privilegiata. -
Human Faces, quando la disabilità è bellezza
Disabilità è un concetto relativo. Un po’ come quello di bellezza.
Sergio Goglia ha provato a immortalarle entrambe, disabilità e bellezza, nel progetto Human Faces. Art for life, una mostra fotografica itinerante – che è partita da Napoli e arriverà a New York arricchendosi ad ogni tappa intermedia – nata dall’idea, o forse vera e propria necessità , di richiamare l’ attenzione pubblica sulla promozione dei diritti dei disabili. -
A passeggio tra i Vicoli Santi di Napoli
C’è stato un tempo in cui ha desiderato farsi prete, poi è diventato stilista. Sì, ma di Vicoli Santi.
Perché a Napoli, mi spiega nel suo Atelier in Via Dei Mille n. 1, in ogni vicolo c’è una piccola bacheca con un santo. E – aggiungerei – davanti ad ogni bacheca, ci sono sempre un mazzo di fiori e una bellissima donna che prega. -
Gennaro: l’arte & altri miracoli
Napoli, 19 settembre che forse nel resto del mondo è un giorno qualunque ma non qui.
Qui accadono miracoli, tanti, troppi forse, ma su tutti quello di unire una città intera intorno ad un’ampolla e di farci trattenere il fiato.
Qui, in una traversina un po’ nascosta di Via Dei Mille chiamata Salita Vetriera, c’è “Gennaro”.